DIPENDENZE IN EMILIA-ROMAGNA: OLTRE 30 MILA PERSONE IN CARICO AI SERVIZI SANITARI NEL 2024
- dataroomnexus
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Data Room Nexus pubblica il primo focus regionale del nuovo Osservatorio sulle Dipendenze. Tra i dati emerge anche la presenza di centinaia di minori in trattamento per dipendenze da sostanze.
Sono 30.542 le persone prese in carico nel 2024 dai servizi del Servizio Sanitario in Emilia-Romagna per problematiche legate alle dipendenze. È quanto emerge dal primo report regionale pubblicato da Data Room Nexus nell’ambito del nuovo Osservatorio sulle Dipendenze, il progetto nato con l’obiettivo di costruire una banca dati nazionale sul fenomeno delle dipendenze a partire dai dati ufficiali delle Aziende Sanitarie Locali italiane.
Il focus dedicato all’Emilia-Romagna rappresenta il primo tassello di un percorso più ampio che porterà alla realizzazione del primo quadro nazionale costruito attraverso la raccolta diretta dei dati detenuti dalle ASL e dai servizi territoriali per le dipendenze.
Secondo l’analisi, la quota più consistente delle prese in carico riguarda le dipendenze da sostanze, con 17.819 utenti assistiti nel corso dell’anno, pari al 58,3% del totale regionale. Seguono le dipendenze da alcol, che interessano 11.238 persone (36,8%), mentre il Disturbo da Gioco d’Azzardo registra 1.485 utenti in carico, corrispondenti al 4,9% del totale.
Dal punto di vista territoriale, le AUSL della Romagna, di Bologna e di Modena concentrano il maggior numero di prese in carico, confermandosi le aree nelle quali il fenomeno assume le dimensioni più rilevanti in termini assoluti. Si tratta, tuttavia, delle aree che ricomprendono anche la quota più elevata della popolazione residente regionale.
Uno degli elementi più significativi emersi dall’analisi riguarda la popolazione minorile. Nel 2024 i servizi sanitari dell’Emilia-Romagna hanno preso in carico 392 minori per dipendenze da sostanze, un dato che rappresenta il 2,2% di tutti gli utenti assistiti per questa tipologia di dipendenza. Particolarmente rilevanti risultano le situazioni registrate nelle AUSL di Bologna e della Romagna, che da sole concentrano oltre due terzi dei casi censiti tra gli under 18.
Anche sul fronte delle dipendenze da alcol emergono casi che coinvolgono la popolazione minorile: nel 2024 sono stati registrati 20 utenti under 18 in carico ai servizi regionali. Per il Disturbo da Gioco d’Azzardo, invece, i casi minorili censiti risultano pari a 6. Pur trattandosi di numeri contenuti rispetto al totale delle prese in carico, il dato assume una particolare rilevanza sotto il profilo sanitario e sociale poiché riguarda soggetti in età evolutiva, rispetto ai quali le attività di prevenzione e di intervento precoce rivestono un’importanza strategica.
Sul versante del gioco d’azzardo emerge inoltre una crescita significativa delle prese in carico. In Emilia-Romagna gli utenti assistiti per DGA sono passati da 1.153 nel 2023 a 1.485 nel 2024, con un incremento di oltre il 28% in un solo anno. Il fenomeno continua a interessare prevalentemente la popolazione maschile e si concentra soprattutto nelle fasce di età più mature, con quasi la metà degli utenti che ha più di 50 anni.
Per Data Room Nexus, il valore del report va oltre la semplice dimensione statistica. La disponibilità di dati territoriali puntuali consente infatti di comprendere dove si concentrano i bisogni assistenziali, quali categorie sociali risultano maggiormente coinvolte e quali fenomeni meritino una maggiore attenzione da parte delle politiche pubbliche.
«L’Emilia-Romagna è il primo territorio che abbiamo scelto di analizzare perché rappresenta una delle realtà più significative dal punto di vista delle prese in carico e della qualità dei dati disponibili», spiega la Prof.ssa Colleen Henshaw, responsabile scientifico dell’Osservatorio Nexus sulle Dipendenze. «L’elemento che riteniamo particolarmente importante è la possibilità di osservare il fenomeno non soltanto attraverso i numeri complessivi, ma anche attraverso le caratteristiche delle persone che accedono ai servizi. I dati relativi ai minori, pur rappresentando una quota contenuta del totale, evidenziano la necessità di mantenere alta l’attenzione sui percorsi di prevenzione e di intercettazione precoce. L’obiettivo dell’Osservatorio è proprio quello di fornire strumenti conoscitivi utili ai territori e ai decisori pubblici per orientare in modo sempre più efficace le politiche sociali e sanitarie».
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